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STUPITI DAGLI UOMINI E CONTAGIATI DAL MAESTRO



Il sentimento che ha pervaso i 27 partecipanti al pellegrinaggio in Terra Santa della diocesi di Sabina- Poggio Mirteto si può esprimere con il termine stupore. Dall’arrivo a Tel Aviv dove ad attenderci c’era una rappresentante del Ministero del Turismo che ci ha dato il benvenuto e offerto a tutti una rosa. All’incontro con un emissario del ministro del Turismo israeliano che a Ain Karem ci ha consegnato una pergamena firmata dal ministro stesso con la nomina a “ Ambasciatori di pace”.
Più marcata la meraviglia della gente di Gerico, Betlemme e Betania, nel vedere una così nutrita comitiva aggirarsi per le loro città un po’ intristite per la crescente crisi economica e per la prospettiva di un futuro senza speranza di miglioramento.
Molti i ringraziamenti e le pacche sulla spalla a noi, inaspettati pellegrini, compratori di stagionati articoli.
Ma gli “ambasciatori” di pace sono rimasti letteralmente allibiti nel vedere quel gigantesco serpentone di cemento armato che si addentra fra le case e divide clan familiari e gente che ha tentato, al di là della fede religiosa e appartenenza etnica, di convivere civilmente, inutile e anacronistico strumento di separazione che servirà solo a far aumentare i risentimenti e produrrà maggiore violenza.
Edificati per l’interessante, paterna e lunga udienza del Vescovo Marcuzzo, Vicario particolare per i cristiani di Terra Santa, Giordania e Siria che si è dichiarato preoccupato per il trattamento riservato ai pochissimi cristiani in via di estinzione perché costretti ad emigrare.
Stupiti per la rassegnazione manifestata dal Nunzio apostolico, Mons. Sampi,
espressione delle irriconciliabili presenze cristiane che da otto secoli si contendono i luoghi santi senza raggiungere un accordo. Che non sia questa la vera ragione della mancata crescita dei cristiani in questa terra benedetta?
Speriamo che si capisca il vero messaggio del “maestro” volto a cambiare il cuore dell’uomo e facendone un operatore di pace, come il Padre Ibrahim o la madre Piera che con semplicità e dedizione ai piccoli e ai poveri, tengono vivo il fuoco dell’amore che Gesù ha acceso e che ci ha contagiati.



don Rocco Gazzaneo

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