Si è concluso venerdi 20 Febbraio il pellegrinaggio, di otto giorni, in Terra Santa della diocesi di Sabina- Poggio Mirteto. Accompagnati dal Vescovo Lino Fumagalli, guidati da Luca Rotili, 27 pellegrini coraggiosi hanno sfondato il muro della paura e aperto una strada di speranza verso la terra dove è nato, vissuto, morto e risorto Gesù Cristo. Nessun “inconveniente” tecnico ha turbato il pellegrinaggio dei sabini, anzi l’accoglienza e la permanenza nei luoghi santi sono andate oltre tutte le aspettative. All’aeroporto di Tel-Aviv il gruppo è stato accolto da un delegato del Ministero del Turismo Israeliano che ha donato una rosa ad ogni pellegrino come segno di benvenuto. Lo stesso Ministero del Turismo che, a Eim Karin, tramite un emissario, ha consegnato a tutti una pergamena firmata dal ministro Benyamin Elon con la nomina di “Ambasciatori di Buona Volontà”. Numerosi gli incontri con le autorità religiose locali: Il vescovo di Nazaret, Mons Marcuzzo ha ricevuto i pellegrini-sabini per esprimere il suo affetto e i suoi personali ringraziamenti agli italiani che, negli ultimi anni della seconda “entifada” nonostante la poca presenza fisica nei luoghi santi non hanno fatto mai mancare il loro sostengno concreto e la loro preghiera. Il Nunzio apostolico, Mons Sampi poi, con affetto paterno oltre ai ringrazienti per il coraggio e la tenacia, ha incoraggiato i presenti a diventare promotori della pace in Terra Santa. Il custode di Terra Santa, Padre Giovanni Battistelli, ha ricevuto la delegazione dei diocesani sabini insieme alla delegazione della diocesi di Manfredonia accompagnata dal Vescovo ……………… “Case e lavoro per i cristiani di terra santa”. Questo è il proposito e l’impegno della custodia di Terra Santa. Il Vescovo Lino Fumagalli e il vescovo hanno assicurato al custode impegno e vicinanza fraterna. Ma chi ha toccato in maniera indelebile il cuore dei pellegrini sabini è stato l’incontro con Padre Ibraim. Ricevuti nella scuola dove il Francescano svolge mirabilmente la sua missione di costruttore di pace; i pellegrini hanno potuto conoscere e rendersi conto della mirabile opera di Padre Ebraim. Una scuola dopo convivono pacificamente israeliani e palestinesi ,qualcuno la definita “la scuola dell’amore e della speranza” Un’opera questa che necessita di aiuti e sostegno affinché possa continuare a generare una cultura di convivenza pacifica se pur rispettando le origini e la espressione religiosa di ognuno. Toccante e commovente è stata pure la visita all’istituto Effata dove Suor Piera si dedica ad un 100 di bambini sordomuti. I Bambini, anch’essi di diverse religioni, in segno di benvenuto si sono esibiti in balletto e hanno salutato gli italiani con un “ciao Italia”. Un saluto e tanti dolci sorrisi che i presenti non dimenticheranno. L’Opera Romana Pellegrinaggi che ha curato in maniera encomiabile,il pellegrinaggio della diocesi Sabina- Poggio Mirteto, anche questa volta non ha disatteso le aspettative e, marcato ed evidente si è rivelato il suo impegno affinché ogni pellegrino possa a sua volte diventare un “ingranaggio” di pace fra i conterranei di Gesù. Grazie all’Opera Romana Pellegrinaggi, al Vescovo Fumagalli i 27 pellegrini della sabina si stanno già organizzando per essere dei veri e propri paladini di pace. Nessuno di loro torna dalla Terra Santa a mani vuote. Ognuno ha espresso un proposito. La diocesi Sabina intende regalare una borsa di studio ad uno studente di Padre Ebraim e già si è ipotizzata, fra i pellegrini, la possibilità di sottoscrivere 2 o 3 adozioni a distanza. Ma la cosa più importante è che i pellegrini hanno capito che per aiutare la popolazione è necessario ricordarsi che l’economia di tutta la Terra Santa è strettamente legata ai pellegrinaggi. I sabini, allora, in primis, si impegnano a promuovere, tra i loro parrocchiani, amici e parenti, il pellegrinaggio in Terra Santa. Senza i pellegrinaggi la vita dei luoghi santi è davvero difficile. Una settimana intensa, emozionante e ricca di esperienza umana e spirituale quella che la Diocesi di Sabina- Poggio Mirteto ha appena vissuto. Un tempo di grazia in cui è stato possibile vivere e respirare i passi del Maestro e dove è stato possibile rendersi che ognuno può e deve costruire la pace. “Non possimo tornare a casa senza lasciare qui la promessa che torneremo. Non possiamo tornare a casa senza promettervi un impegno morale e concreto”. E’ con queste semplici parole, cariche di emozione e di commozione, che il Vescovo Lino Fumagalli ha salutato la Terra del Risorto.
