Bollettino TerraSantaTerraNostra - Numero 1 - 13 maggio 2007
Chi Siamo
Siamo un gruppo di pellegrini, laici e sacerdoti, guidati ed incoraggiati da S.E. Mons. Lino Fumagalli, che di ritorno dalla Terra Santa, desiderosi di essere testimoni di Cristo e seminatori di speranza, si sono sentiti chiamati a dare una concreta testimonianza di affetto e di solidarietà ai pochi cristiani rimasti nella Terra di Gesù.
Perché questo nome
Non è cosa facile scegliere un nome per un progetto di solidarietà.
Quello di TerraSantaTerraNostra è stato suggerito da una frase di Paolo VI. “Tutti hanno cercato di conquistare Gerusalemme ed ancora oggi se la contendono, ma non si accorgono che è Gerusalemme a conquistare loro”.
Questa frase, o per meglio dire questo slogan, alle luci dell'attuale situazione socio-politica dello stato di Israele, ci ha fatto domandare: - "Di chi è la Terra Santa?"; "Di chi è quella Terra dove tutto si è compiuto?"; "Di chi è la Terra che ha visto nascere crescere... correre... giocare... sorridere quel bambino di nome Gesù?"; "Di chi è quel luogo dove la Madre stessa di Gesù è nata, ha giocato e ha sorriso …Di chi è quella terra che si è impregnata del sudore e del sangue del Maestro?". In altre parole: "A chi appartiene?"
Istintivamente la risposta è stata: La Terra Santa è nostra!
La Terra Santa è di tutti. La Terra Santa è di tutti coloro che si professano cristiani. La Terra Santa è Terra Nostra perché ognuno di noi, in quanto cristiano, non può negare di appartenere a due patrie: la propria e la Terra Santa. Dove l'aggettivo possessivo “nostra” non è sinonimo di proprietà ma di appartenenza in qualità di discepoli di Gesù.
Se pur amareggiati per la lotta sanguinosa tra israeliani e palestinesi, che consideriamo nostri fratelli, poco ci riguardano le questioni legate ai confini dei territori e lungi da noi schierarci politicamente a favore dell'uno o dell'altro.
In fondo al nostro cuore, noi desideriamo ardentemente che in quei luoghi definiti “santi” cessino gli scontri e la violenza e che oltre a Santa sia Terra di Pace. Sembra una contraddizione la Terra dove è nato il Principe della Pace è zona di guerra. Una guerra assurda e fratricida. La violenza, nei luoghi santi, è stata così scellerata da generare nei pellegrini timore per la propria incolumità… Una paura tanto generalizzata da bloccare per molti mesi i pellegrinaggi che eppure sono determinanti per l'economia di tutta la Galilea e la Samaria.
Chi si è recato di recente in Terra Santa ha potuto capire che quella TerraNostra ha bisogno di noi per continuare l'opera evangelizzatrice che Gesù stesso, con la sua vita e la sua morte in croce, le ha affidato. Se continuerà l'esodo dei cristiani dalla Terra Santa noi perderemo le radici storiche della nostra fede.
Alla gioia di salire alla “Santa Gerusalemme” si contrappone la costernazione nel vedere quel muro orrendo che viene definito “muro di sicurezza”.. Un muro che separa le famiglie dalle proprie coltivazioni, interrompe i rapporti vicinali, proibisce ai bambini di giocare insieme e di crescere in amicizia e fratellanza. Un muro che isola le comunità religiose unico porto sicuro per i più deboli. In nome di Gesù, a noi si chiede di costruire ponti e di fare tutto il possibile per abbattere i muri dell'odio.
Alla luce di questi fatti, per tutti questi motivi, e per tanti altri motivi che ci auguriamo di analizzare insieme, è stato scelto per il progetto diocesano di solidarietà e speranza alla pace per la Terra Santa il nome TERRASANTATERRANOSTRA.
La Terra Santa è Terra Nostra perché desideriamo farcene carico !
Progetto TerraSantaTerraNostra